FIABE CURATIVE: LA DONNA SCHELETRO I

Paige Moore’s “The Skeleton Woman” inspired by an Inuit folk

Curarsi con le fiabe
Nella medicina indù tradizionale, racconta Bruno Bettelheim, una fiaba specifica veniva assegnata a ogni individuo psichicamente disorientato. Il paziente doveva farne l’oggetto della sua meditazione: in questo modo era indotto a visualizzare la natura della sua difficoltà e a porvi rimedio.
In base a quanto una particolare fiaba significava in relazione alla disperazione e alle speranze dell’uomo e ai metodi per superare le tribolazioni della vita, il paziente poteva scoprire non solo un sistema per liberarsi della sua angoscia ma anche per trovare se stesso, come aveva fatto l’eroe della storia.”
La fiaba è terapeutica perché non impone al paziente un modo corretto di comportarsi, anche perché in tal caso si tratterebbe di mera induzione, priva di convinzioni di base. La fiaba consente al lettore di trovarvi soluzioni esclusive/personali, meditando su quanto la storia sembra implicare nei suoi riguardi: se il lettore la sceglie è perché ha molto a che fare con i suoi problemi interiori. Le fiabe sono taumaturgiche: l’ho riscontrato in prima persona con Pelle di gatto e, forse ancor più, con La Bella Addormentata nel Bosco, e Clarissa Pinkola Estés, analista junghiana e cantadora, aggiunge a un’antica storia Inuit di caccia e d’amore qualche ascendenza poetica per raccontarci l’arte dell’amore duraturo. Ascoltiamo questa bellissima storia, ambientata nel gelido Nord.

La Donna Scheletro
Una donna commette un errore e il padre, senza pietà alcuna, la trascina sulla scogliera e la getta in mare: i pesci mangiano la sua carne e i suoi occhi, sott’acqua il suo scheletro viene voltato e rivoltato dalle correnti. Un giorno un pescatore in cerca di cibo getta l’amo in quelle acque ed è proprio la Donna Scheletro che abbocca: l’amo rimane impigliato nelle sue costole e il pescatore porta, con fatica, in superficie il suo non-corpo, rivelandone le orbite vuote in cui sono germogliati coralli e i denti d’avorio su cui sono attaccati i crostacei. Non rendendosi conto che il povero corpo è impigliato nella lenza, il pescatore spaventato getta il macabro ritrovamento nell’acqua e rema, forsennatamente, verso riva – ma la Donna-Scheletro non può che seguirlo fin lì. La trascina così in una folle corsa – ignorando la lenza ingarbugliata alle ossa – che termina nel suo igloo quando, pensando di essersi liberato dell’ostinata persecutrice, l’uomo accende la lampada all’olio di balena e la scorge al suo fianco. Ben presto un sentimento di tenerezza e compassione riscalda il cuore del pescatore che prende a liberarla dalla lenza, mentre la Donna Scheletro rimane silenziosa, impaurita: se avesse parlato l’uomo ne avrebbe avuto ancor più paura: l’avrebbe di certo gettata dagli scogli, e le sue ossa sarebbero andate in frantumi. L’uomo cade quindi addormentato e, nel sonno, una lacrima scivola dai suoi occhi chiusi: la Donna-Scheletro la scorge e, provando una sete improvvisa, si trascina fino al pescatore, bevendo la lacrima, bevendo, bevendo, finché la sua sete di anni non si placa. Frugando in lui estrae il suo cuore e prende a suonarlo come un tamburo: la carne torna a ricoprire le sue ossa, tornano i capelli, gli occhi, le mani… E, cantando che i vestiti si tolgano dal corpo di lui, gli scivola accanto, risistemando il cuore nel suo petto: così si svegliano al mattino, fusi in un abbraccio. Nella Donna Scheletro è tornata la vita.

Amare bene e profondamente
La Donna-Scheletro è il terzo partner che si invita a un’unione improntata sull’amore duraturo: è un oracolo, sa quand’è tempo che i cicli comincino e finiscono. La Estés interpreta questa storia come eptalogo di compiti che insegnano a un’anima l’amore profondo per un’altra anima:
1)La scoperta dell’altro come tesoro spirituale, anche se all’inizio si può non capire ciò che si è trovato
2)Caccia e nascondimento, epoca di speranza e timori
3)Districamento e comprensione, fiducia, capacità di star quieti in presenza dell’altro
4)L’epoca in cui si condividono i sogni per il futuro e le passate malinconie
5)Inizio della cicatrizzazione
6)Uso del cuore per cantare vita nuova
7)Mescolarsi di corpo e anima
Data la vastità del materiale proposto, ci faremo tener per mano, dalla Estés, fino alla fase di districamento e fiducia.
Il pescatore trova un tesoro – gli esseri umani hanno la tendenza ad avvicinare l’amore come il pescatore la preda: spero sia grossa e capace di nutrirmi per molto tempo, spero di potermene vantare con i cacciatori che incontro lungo il cammino – prendendolo all’amo e, inizialmente, rifiuta di “riflettere sul da farsi.” Cieco, come tutti gli innamorati, è inconsapevole della rarità di ciò in cui il suo amo si è impigliato. La Donna Scheletro può spaventare ma insegna una cosa essenziale: il desiderio di costringere l’amore a vivere nella sua forma più positiva lo porta soltanto a un punto morto. Dell’amore vogliamo solo la bellezza e respingiamo il brutto, ma il pescatore mostra le sue buone intenzioni, il suo crescente coinvolgimento sbrogliando la Donna Scheletro – la vede ripiegata e scorge in lei un non ben precisato bagliore. Ed è in questo momento che l’innamorato viene ricompensato: si espande per toccare il non-bello. In tal senso la spiegazione della Estés è necessaria: “Per alcuni è facile cacciare il non-bello e sentirsi nel giusto”. Che cos’è il non-bello? La nostra segreta fame di essere amati è il non-bello. Il nostro disuso e abuso dell’amore è il non-bello. La nostra negligenza quanto a lealtà e devozione è poco attraente, i nostri bitorzoli psicologici, le inadeguatezze, gli equivoci e le fantasie infantili sono il non-bello. L’amore non è tutto un crescendo e un luccichio di candeline e la ricompensa spetta solo a chi avrà coraggio anche nella sua oscurità. Il pescatore, quindi, si addormenta, ed è il sonno della fiducia – proprio perché il sonno ha un importante significato simbolico di rinascita e riassemblamento. L’uomo mostra fiducia, dormendo in presenza della Donna Scheletro: la fiducia necessaria nel sapere che dopo una fine ci sarà un nuovo inizio. E se è vero che ciò che tutto ciò che cerchiamo sta, intanto, cercando noi, vale proprio la pena avere fiducia e restare a guardare!

Il materiale è tanto, così come tanti sono i sassolini disseminati sul terreno paludoso della fiaba, che ci guideranno a una maggiore consapevolezza amorosa. La seconda parte non si farà attendere troppo!

Simona Friuli


Direttamente dal libro
Donne che corrono coi lupi è una potente poesia: non si potevano tralasciare alcuni estratti – anche perché evidenziano in maniera più chiara le fasi dell’edificare un amore durevole.

Il ritrovamento accidentale del tesoro
In verità, ci sono persino alcuni momenti in cui vorremmo essere nutriti senza la minima fatica da parte nostra. Non vorremmo fare null’altro. In realtà sappiamo che nessuna cosa di valore si sviluppa così, ma il desiderio c’è. Restare inerti e limitarsi a sognare l’amore perfetto è facile. È una sorta di anestesia dalla quale potremmo non riprenderci mai più, afferrando magari qualcosa di prezioso, ma sempre nell’inconsapevolezza. Per chi è ingenuo e ferito, il miracolo dei modi della psiche è che, anche se è esitante, irriverente, senza speranza, senza volontà, anche se non si sente né degno né pronto, accidentalmente inciamperò in un tesoro. Allora è compito dell’anima non sottovalutare quel che capita, riconoscere il tesoro in quanto tale, indipendentemente dalla sua forma insolita, e riflettere sul da farsi.”

Pare così raccapricciante, ma è la prima volta che si offre una vera opportunità di mostrare coraggio e conoscere l’amore. Amare significa stare con. Significa emergere da un mondo di fantasia in un mondo in cui è possibile un amore sostenibile a faccia a faccia, ossa contro ossa, un amore fatto di devozione. Amore significa restare quando ogni cellula dice: scappa!”

Caccia e nascondimento
Per amare il piacere non ci vuole molto. Per amare davvero ci vuole un eroe capace di governare la propria paura.”

Sbrogliamento dello scheletro
La persona che ha sbrogliato la Donna Scheletro conosce la pazienza, sa come aspettare.”

Il sonno della fiducia
C’è una cautela realistica, quando il pericolo è prossimo, e una ingiustificata, derivante dall’essere già stati feriti in passato, che induce a mostrarsi suscettibili e non interessati anche quando si sente di voler dispiegare calore e affettuosa attenzione. Coloro che temono di essere presi in giro o intrappolati, oppure a gran voce proclamano di voler essere liberi, sono quelli che si lasciano sfuggire l’oro tra le dita. (…) La svolta per una persona simile si dà quando accetta di amare «anche se»… anche se ha una stretta al cuore, è nervosa, è stata un tempo ferita, teme l’ignoto. Talvolta non ci sono parole per farsi coraggio. Talvolta bisogna semplicemente buttarsi. Dev’esserci a un certo punto nella vita di un uomo un momento in cui, fiducioso, va dove l’amore lo conduce, in cui teme di più d’essere intrappolato sul fondo prosciugato di una psiche che di trovarsi in un territorio lussurreggiante ma non segnato su nessuna carta.”

C’è chi teme di «andare a dormire» in presenza dell’altro e di tornare a un’innocenza psichica, o teme che l’altro approfitterà di lui. Queste persone proiettano tutto sull’altro, ma in realtà non hanno fiducia in sé stesse.”

 Fonti:
-Bettelheim Bruno, Il mondo incantato – uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, p.29
-Estés Clarissa Pinkola, Donne che corrono coi lupi, Milano, Sperling & Kupfer Editori S.p.A, 2009, pp 122-123, pp129-130, p. 134, p. 139, pp 140-141, p.143, pp 147/149

 

2 thoughts on “FIABE CURATIVE: LA DONNA SCHELETRO I

  1. Che dire? L’amore a mio avviso è, di per sé, un gran casino e cercare di analizzarlo è veramente un lavorone! Il fatto che certi autori riescano a dissezionarlo con tanta minuzia ha dell’incredibile per me, ma devo dire che entrambi gli articoli sono interessanti e sono stati ben approfonditi. In tutta onestà, la fiaba della Donna Scheletro mi ha turbato un po’ all’inizio, ma dopo è stato facile razionalizzarla e gli estratti tratti da “Donne che corrono coi lupi” ha completato il quadro; è vero, l’amore non è una cosa semplice, non è fatto soltanto di parole dolci e sguardi romantici, ma è qualcosa di molto più profondo che può far paura anche al più stoico. C’è molto da imparare a riguardo!

    1. Ti ringrazio! Certo: l’amore è complesso – mi ricorda molto un campo minato – e prima di conoscere la Donna Scheletro ero una di quelle che non ametteva brutture. Ora sono di un’altra opinione; speriamo che duri!!!

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