I CONSIGLIATI DEL MESE

Georges Rodenbach, Bruges la morta

-TITOLO: Bruges la Morta
-AUTORE: Georges Rodenbach
-TRADUTTORE: C. McGilvray
-PAGINE: 105
-ANNO EDIZIONE: 2016
-EDITORE: Fazi

L’inconsolabile Hugues Viane si trasferisce a Bruges, una città spettrale che, intera, erge a mausoleo della defunta e amatissima moglie. Il ricordo di lei e il dolore della sua perdita lo trascinano in un delirio da cui non potrà destarsi…

Non ho paura d’essere turbata, purché qualcosa mi tocchi e “Bruges la morta” ha lasciato in me un’impressione – allucinazione – profonda. Un grande classico che ha le tinte nebbiose dell’incubo – o del delirio. Suggestiva fino al parossismo, l’opera stilla copiosamente decadentismo: la morta città di Bruges, grigia e incombente, le arterie dei suoi canali fumiganti, la pietra scura delle costruzioni, mummifica intorpidendo. È una città-reliquia – il concetto di “paesaggio-stato d’animo” è al suo massimo compimento – in cui l’immagine della defunta Ofelia, le braccia incrociate sul petto, sembra aleggiare nell’acqua torbida dei canali; una suggestione macabra che non può non richiamare la tetra rappresentazione di Millais. L’amore morboso del vedovo diventa religione del dolore e, cadendo nell’imitazione – che è, poi, grottesca – degenera in parodia, trascinato dal flusso allucinatorio che innerva l’intera opera, lasciando il lettore stordito e boccheggiante. Un valse triste ballato da una persona sola.
Allucinante, sepolcrale, solenne e opprimente.

-Jenny Offill, Sembrava una Felicità

-TITOLO: Sembrava una felicità
-AUTORE: Jenny Offill
-TRADUTTORE: Francesca Novajira
-PAGINE: 162
-ANNO EDIZIONE: 2015
-EDITORE: NN

La storia di una donna che, abbandonata la giovanile aspirazione di “essere un Mostro d’arte”, cede al flusso della vita standard, sposandosi e mettendo al mondo una bambina tra disavventure e bellezze del quotidiano.

Una trama comune sapientemente confezionata: lo stile lapidario e la narrazione episodica, citazionistica e non di rado aforismatica, rendono più che accattivante un romanzo che, altrimenti, sarebbe stato carta straccia. Forte impressione: difficile non arrendersi al miracolo della vita, meravigliosa, torbida, e finalmente priva di illusori orpelli letterari – e, soprattutto, impossibile restare indifferenti ai deliziosi momenti madre-figlia che hanno punzecchiato persino la mia convinta non-maternità! Un’interessante innovazione, nelle lande sterminate della letteratura.
Incredibilmente realistico, meravigliosamente scritto”.

 

 

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